A volte le persone sanno essere più bovine dei bovini.

Veniamo al dunque, ero seduto coi piedi appoggiati alla scrivania, cosa che fa molto macho oltre che essere l'unico modo in cui la uso, intento ad approfondire un testo fondamentale della scienza e della filosofia: "l'infermierina sexy gioca al dottore". A un certo punto lo stramaledettissimo campanello fa "ding dong", e di solito non c'è nulla di buono da aspettarsi dal fottuto "ding dong" del cazzo. Se sono fortunato si tratta di qualche killer regolarmente assunto per uccidermi. Se sono poco fortunato si tratta di qualche creditore regolarmente assunto per spremermi. Se sono assolutamente sfortunato si tratta di qualche testimone di geova regolarmente assunto per rompermi i coglioni.

Insomma, per questi motivi uso mandare Delano ad accogliere i visitatori. Le zanne del cucciolone, solitamente, sanno essere molto convincenti. Il vecchio va quindi ad aprire la porta ed io, prima di ucciderlo, cerco di dare il mio migliore buongiorno al testimone di geova:

- Buon.......... - Porca puttana. Che mammifero! Quale dannatissima, meravigliosa donna è racchiusa in ogni fottutissimo atomo di quel maledetto, splendido corpo. Nascondo il doppio whisky in un cassetto, mi strofino gli occhi e le butto una seconda occhiata per essere sicuro che non sia un miraggio. Cazzo di budda, non è un miraggio. Gli ormoni si risvegliano dalla siesta, e li sento che si mettono d'accordo per organizzare un party. Faccio forza sulla bocca per richiuderla, asciugando col dorso della mano un rivolo di saliva, deglutisco, e la sventola si siede di fronte a me senza chiedere il permesso. Combatto la forza di gravità cercando di sollevare lo sguardo, che di suo starebbe volentierissimo appoggiato sul generoso decolté. Dannato stramaledetto idiota, ora devo solo cercare di non balbettare - ........... g-g-giorno.

- Mi chiamo Paula Peregrin - fa lei - e lei deve essere il signor Paul Gatti.
- L'hai detto, bambola. Forse non si vede? - No, forse non si vede - Parlami di te.
- Sarò molto breve - "perché poi faremo sesso?", penso io, ma trattengo le fantasie erotiche e cerco di ascoltare ciò che ha da dirmi - sono un'animalista.
- Un'animalista? Sei una di quelle che si incatenano sulla cima delle sequoie secolari, che stanno dalla parte dei cuccioli di foca? Non verrò, bambolina, a tirarti giù da una fottuta sequoia secolare...
- Niente di tutto questo, non ti preoccupare. Credo che qualcuno mi voglia fottere - QUALCUNO?!?!?! Solo qualcuno? - Mi sono sempre occupata di animalismo d'assalto. Qualche anno fa conducevo un programma di studi sulle talpe. Cercavo di formare un gruppo eterogeneo di esseri umani stupidi, e tra di loro inserivo una talpa. In seguito cercavo dei cererbrolesi che accettassero di guardare il programma, e a loro chiedevo di indovinare chi fosse la talpa. A volte le talpe sanno essere più umane degli umani... - fa lei, sospirando.
- Continui - ma quando cazzo la finisce con le minchiate?
- "Qualcuno" non gradiva. E' nato il comitato "ammazza la talpa", e io ho dovuto dirottare i miei studi sulla fattoria.
- La fattoria? Interessante... - MOOOLTO interessante...
- Già, anche in questo caso prendevo un gruppo di esseri umani, ovviamente scelti per fini sperimentali: i maschi più bovini possibile, le femmine vacche. Li portavo a fare ciò per cui erano maggiormente portati, spalare la merda, e fingevo che fossero personaggi di spettacolo. Anche in questo caso trovai dei cerebrolesi disposti a guardarlo, i quali dovevano indovinare quale fosse la persona nascosta tra buoi e vacche. A volte le persone sanno essere più bovine dei bovini. Tu capisci, Paul, quale importanza per la scienza ha tutto questo? Hai mai visto i miei programmi?
- Certo, io un'occhiata dentro la butto sempre... - come dice quella degli assorbenti con le ali. Il mio "affare da lavoro", qui giù, insiste nel dirmi che anche oggi non si combina niente.
- Veniamo al dunque. Qualcuno non vuole farmi fare la tribù.

Porca puttana, Paul, ma dove diavolo ti eri cacciato!?

- Porca puttana, Paul, ma dove diavolo ti eri cacciato!? - Mi fa, accavallando quelle gambe da farti frullare le cervella. Malgrado le mie galoppanti fantasie erotiche, la cosa più penetrante di questa situazione è il suo sguardo: misto tra bambolina tutta baci e zucchero filato e gelido demonio succhia-anime. Non sono innamorato, non fraintendetemi, è che ad un paio di cosce simili difficilmente so rinunciare.
- Cosa vuoi che ti dica...
- La tua fama ti precede, caro Paul. Sono settimane che ti cerco.
- Già, bambola. È solo che in questi ultimi tempi ho avuto una serie di casi da risolvere, alcuni impegni all'estero. Ma non parliamo di me, parliamo di te: cosa ne pensi di me?

Ok, sto bleffando. Cosa fareste al posto mio? Sono rimasto per mesi nel mio putrido appartamento. La PD (Psicosi Depressiva) mi ha massacrato e io ero inerme, anche se non so cosa diavolo vuol dire. Forse dovrei smetterla di usare paroloni da romanzo senza sapere il loro stramaledettissimo significato. Fattostà che ero completamente spaccato in due, o forse in tre, e non ero più capace di prendere nessuna decisione. Parlavo a vanvera, parlavo di come bisogna parlare. In questi casi mi chiudo in me stesso, in attesa che una delle personalità prenda il sopravvento: a volte ho bisogno di un fottutissimo capo.

Nel frattempo sentivo che la personalità che aveva sempre comandato (o cercato di farlo) fino ad ora stesse per cedere, e che la nuova personalità, quella antagonista, fosse pronta a prendere il potere. Non so perché, ma ho la fottuta sensazione che non cambierà un benemerito, nella mia PD, almeno per i prossimi dieci o quindici lustri. Quale migliore occasione, per le mie adorate gocce BERLUSC, per insidiarsi nella mia persona sempre più forti? Hai voglia a dire che ormai le gocce BERLUSC hanno fatto il loro tempo, che sono agli sgoccioli. Che dannato mondo sarebbe, senza le BERLUSC (e senza Paul Gatti, s'intende)? Mi sono fatto qualche escort, ultimamente, ma non giudicatemi per questo.

Nel frattempo Delano è sempre stato qui, al mio fianco. Con le sue dannate orecchie basse e la coda tra le gambe. Questo cane deve avere una sorta di connessione astrale col sottoscritto, in quanto il suo umore è schifosamente allineato con il mio. Fortuna che c'era Delano, fortuna che questo cane ha lavato qualche mutanda, ogni tanto, e ha dato la polvere. Anche grazie a lui ora il mio ufficio è lontanamente presentabile.

Se c'è una fottutissima cosa che quel tizio che ha creato l'universo non mi ha dato, quella si chiama "costanza". Comunque ho recuperato energie, ho seguito una dieta speciale a base di hamburger, birra e grasso fritto nell'unto e ho leggermente cambiato look (layout, lo chiamano così, ma io non so cosa cazzo sia il layout). Mi sentivo, per così dire, a posto. Già, ho messo anche la pubblicità. Di qualcosa dovrò pur campare. Gettate una monetina nel cappello del buon vecchio Paul.

Ed eccomi qua. Ancora, col mio dannatissimo cane, birra e hamburger, qualche sporadico amico e la Psicosi Depressiva che mi assale. Sempre pronto a risolvere casi irrisolvibili, e a soddisfare voglie nascoste di gentili signorine. Un'unica differenza: questa volta mi trovo di fronte un pezzo da novanta.

- Ho un caso per te - mi fa la bambolina.

Il volo del calabrone.

"Secondo alcuni autorevoli testi di tecnica aeronautica, il calabrone non può volare a causa della forma e del peso del proprio corpo in rapporto alla superficie alare. Ma il calabrone non lo sa, e continua a volare."

Non ci aveva proprio un beneamato altro da fare, il fottuto calabrone, che stare a sovvertire le leggi dell'aeronauitca. Me ne stavo bello bello seduto in panciolle, sorseggiando la mia birretta mattutina, accompagnata dall'hamburger mattutino, quando, dal buco della tapparella di quella topaia che mi ostino a chiamare casa, fa capolino l'essere maledetto.

Cazzo. Lo guardo con lo sguardo intimidatorio che solo io sono capace di fare. Dovete sapere che è uno sguardo terribile, da scioglierti. Niente. La faccia di tolla se ne fotte, e io gli urlo qualche minaccia: "Non permetterti di entrare, fottuto insetto del demonio! Questa casa non è per te!". Ma il bastardo non ne vuole sapere, e senza chiedere il minimo permesso si inserisce.

Questo vuole la guerra. Chiamo il fido Delano, che da bravo cane da guardia fa il suo mestiere e inizia ad abbaiare come un dannato, ma l'insetto non si arrende affatto e inizia a ronzare e roteare all'impazzata per la stanza, col suo "Bzzz" tremendo. Il vecchio Delano accenna qualche timido "Cai cai" e si fulmina sotto il divano letto. Fottuto cane fifone.

Devo risolvere la situazione da solo. Per prima cosa cerco di spiegare all'essere un po' di scienza: enciclopedia alla mano parto dalle leggi della fisica e conto di arrivare all'aeronautica nel giro di qualche giorno, se studiamo di buon passo. Che finalmente se lo impari, che non può volare, lo stronzo. Ma il calabrone non si applica, anzi, mi sfodera un pungiglione calibro 38 che ha tutta l'aria di volersi inserire in qualche mia natica.

La lotta è decisamente impari, porca puttana. Non ho nessuna altra speranza che chiudermi in camera da letto. Credo che sia veramente giunto il momento, per questi dannati calabroni, che si mettano a studiare. Perché è un vero schifo che se ne sbattono delle leggi dell'aeronautica e continuano a frastagliarmi i cocomeri in questa fottuta maniera. Mentre giro la chiave nella serratura, lasciandomi alle spalle lo stramaledettissimo "Bzzz", penso al povero Delano rannicchiato sotto il divano letto. Bah, se la caverà. È un cane in gamba, lui.